Giardin(g)aggio

By ingaggiodarte

Sul retro della mia abitazione, verso sud,  c’è un po’ di terreno annesso alla casa. Un filare di pioppi lungo il confine e una piccola macchia di olmi con un noce “abusivo” in mezzo, sono le preesistenze.  Tutto il resto l’ho piantato io: la quercia, il carpino, il bagolaro, l’acero,  il tasso e la robinia. Piante adulte acquistate in un vivaio a Pistoia che le svendeva. Oggi avranno più o meno trent’anni, non molto per una pianta,  soprattutto per la quercia che cresce lentamente, ma hanno comunque tutte già una bella chioma: è un bel vedere.  Poi ci sono le siepi e gli alberi da frutto, un po’ di prato. E’ il giardino del “Gaggio”. Da qui si vede la possente  rocca malatestiana di Montefiore, proprio lì di fronte, appena sopra le chiome dei pioppi che segnano il corso del fiumeConca che scorre a qualche centinaio di metri, che non lo vedi ma lo puoi immaginare, intrappolato, sotto le chiome degli alberi.

 

 

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